La Depressione cos'è e come curarla...


Introduzione

La Depressione è un disturbo che rientra nel grande gruppo dei Disturbi dell’Umore (o Disturbi Affettivi). 

Questa categoria di disturbi si chiama così perché i sintomi principali riguardano appunto l’umore o l’affettività.  Col termine "Depressione" (in Inglese MDD - Major Depressive Disorder) in psicopatologia si indica un disturbo, i cui sintomi “chiave” sono: l’abbassamento persistente del tono dell’umore e una serie di sintomi cosiddetti “affettivi” come la perdita di interesse e di piacere per le attività della vita, la riduzione dell’energia (anergia), facile stancabilità (astenia)

Non necessariamente queste manifestazioni sono sinonimo di presenza di malattia. Infatti, se sono limitate nel tempo e in stretta relazione con eventi di vita stressanti o spiacevoli come lutti, perdite, delusioni, sono fisiologiche. Se invece queste manifestazioni perdurano per lunghi periodi e assumono connotati di gravità, possono essere sintomatiche di uno stato depressivo, e possono ricondurre alla presenza di una patologia.

Quando si parla di Depressione…
(facciamo chiarezza su alcuni termini di uso comune)

  • I termini "Depressione", "Episodio Depressivo", “Disturbo Depressivo”, "Stato Depressivo", dovrebbero essere riservati alla presenza di uno stato patologico conclamato e quindi riferiti alla malattia, con il suo caratteristico corteo sintomatologico.
  • Il termine “Umore Depresso” invece, dovrebbe essere impiegato solo con riferimento ad uno dei sintomi chiave, presenti nella malattia depressiva, ovvero l'abbassamento del tono dell'umore, spesso vissuto soggettivamente come un senso di tristezza, di malinconia.
  • Il termine "Depresso", indica una persona che è incline a vivere con una “coloritura” di tristezza, di malinconia, di inadeguatezza, di colpa, le relazioni e gli eventi di vita, ed andrebbe usato solo in riferimento alla presenza di tratti distintivi della personalità. Per maggiore chiarezza si può in questo caso far riferimento al linguaggio comune. Quando si dice: “quella persona ha la depressione” si fa riferimento immediato e chiaro al fatto che ha una malattia, ma quando diciamo: "quella persona è un depresso" si dovrebbe far riferimento non tanto al fatto che ha una malattia, ma piuttosto al come "è" quella persona, a come "è fatta" quella persona. In definitiva, alla sua personalità.
  • Un termine molto diffuso è "Bipolarismo”. Il termine indica una malattia (Disturbo Bipolare) il cui quadro clinico è caratterizzato da variazioni cicliche (non giornaliere), e gravi dell’umore, sia in senso depressivo, sia in senso "maniacale" o di "eccitamento" con i relativi quadri clinici.

Per completezza accenno dunque, anche al termine "Maniacale", che, all'interno dei disturbi dell'umore deve essere impiegato come sinonimo di "eccitamento" o "stato di eccitamento" e fa riferimento ad un quadro stabilmente caratterizzato da euforia, tono dell'umore innalzato, iperattività, ritmo sonno veglia alterato con diminuzione del bisogno di sonno, comportamento disinibito, ipocritica o assenza completa di esame di realtà, idee di grandiosità, spese eccessive.


La Depressione, come riconoscerla

Il quadro clinico comprende sintomi chiave quali: l’abbassamento persistente del tono dell’umore, la perdita di interesse e di piacere per le attività della vita, senso di riduzione dell’ ”energia” o aumentata stancabilità.

Manifestazioni psichiche, neurovegetative, comportamentali della depressione:

Area neurovegetativa:  turbe del sonno, calo della libido, somatizzazioni e vissuti ipocondriaci, fluttuazioni circadiane dell’umore, spesso con peggioramento al mattino e miglioramento in serata.

  • Area dell’emotività: malinconia, pessimismo, sfiducia, amarezza, senso di frustrazione, disistima, ipersensibilità al giudizio altrui, ansia, irritabilità, instabilità emotiva, insonnia. 
  • Area dei processi cognitivi: rallentamento ideo motorio, riduzione dell’attenzione e della concentrazione, distorsioni delle coordinate spazio/temporali, indecisione, focalizzazione su tematiche d’inadeguatezza, di incapacità, idee di morte, deficit mnesici. 
  • Area dei comportamenti: coartazione della postura e della mimica, riduzione delle performances, perdita d’iniziativa, ritiro sociale, remissività e dipendenza, richiesta eccessiva di aiuto, minacce di agiti, o agiti veri e propri, abuso di alcool o stupefacenti.

Manifestazioni somatiche della depressione:

Senso di "peso" all’addome, disappetenza, iperfagia, meteorismo, algie addominali, palpitazioni, senso di oppressione toracica, sudorazione, cefalea, senso di pesantezza agli arti, alla schiena,  dolori muscolari (mialgie).

La Depressione, come curarla

Il trattamento della depressione può essere sinteticamente riassunto in due grandi categorie:

I trattamenti convenzionali ed i trattamenti non convenzionali o alternativi o complementari, vediamone alcuni.

Trattamenti convenzionali

  • La Farmacoterapia 
Prevede l’uso di farmaci specifici chiamati Antidepressivi,  che mirano ad aumentare la biodisponibilità di alcuni neuromediatori come ad esempio la Serotonina e la Noradrenalina. Tali sostanze si è visto essere carenti nei meccanismi che sono alla base dei sintomi depressivi
  • La Psicoterapia 
Vi sono in realtà molte tecniche psicoterapiche che si sono dimostrate utili nella cura della depressione, qui prenderemo in esame solo le due più diffuse. 
Psicoterapia cognitivo-comportamentale 
In estrema sintesi questa tecnica si concentra soprattutto sulle modalità con cui il soggetto vive ed interpreta gli eventi che gli accadono, a come reagisce ad essi e a come giudica se stesso. L’obiettivo è quello di aiutare il paziente, dapprima ad identificare, e successivamente a modificare i pensieri e le percezioni negative che ha su se stesso, sul mondo e sul suo futuro, che lo hanno portato a sviluppare i sintomi depressivi.
Psicoterapia dinamica 
Questa tecnica mira, anche qui in estrema sintesi, a mettere in luce il significato profondo che la depressione ha per quella persona, a chiarire gli elementi inconsci che possono generare disagi, come una scarsa autostima, difficoltà nelle relazioni o negli affetti, oltre ai veri e propri sintomi, come quelli già descritti. E’ una sorta di “viaggio” nella storia del soggetto, che permette attraverso le sue parole, di riportare nel presente ciò che ha causato il disagio, riviverlo, "rivederlo" insieme al terapeuta e modificarne il significato. Così facendo è possibile andare oltre la sola risoluzione del sintomo, per giungere a scoprire le reali potenzialità e le risorse che la persona possiede, ma di cui è inconsapevole.
  • Il Trattamento Integrato

Va detto che, soprattutto nelle forme acute ed in una fase iniziale della depressione, l’approccio più efficace ed efficiente è il cosiddetto Trattamento Integrato, ovvero l’integrazione tra trattamento psicoterapico e farmacoterapico. Tale approccio ha il vantaggio di sfruttare al meglio tutte le potenzialità terapeutiche delle due strategie di cura. Ad esempio, la psicoterapia può aiutare a superare iniziali “resistenze” ad assumere farmaci, la farmacoterapia, riducendo il livello dei sintomi, può favorire il lavoro psicoterapico, soprattutto agli inizi, quando a causa della presenza sintomi importanti la psicoterapia può risultare difficilmente praticabile.


Trattamenti non convenzionali (alternativi e complementari)


Questi trattamenti includono numerose tecniche terapeutiche che negli ultimi anni si sono dimostrate utili ed efficaci nella cura della Depressione sia in alternativa ai trattamenti farmacologici (e psicoterapici) che costituiscono normalmente l’intervento di prima linea, sia come terapia complementare, allo scopo di potenziare il trattamento già in essere, oppure sostituirsi ad esso.
Tra questi annoveriamo:
L’esercizio fisico, la Light Therapy, lo Yoga, la stimolazione del nervo vago auricolare transcutaneo (taVNS), e l’Agopuntura.

  • L’Agopuntura e la Depressione

Negli ultimi 20 anni sono stati prodotti moltissimi studi sull’efficacia dell’agopuntura nel Disturbo Depressivo Maggiore sia in monoterapia che in associazione con i trattamenti convenzionali,  come la farmacoterapia e la psicoterapia. Viene inoltre rilevata la durata dell'effetto nel lungo periodo, e la sua particolare efficacia nei disturbi del sonno legata ai Disturbi dell’Umore. Il meccanismo d’azione è molto complesso e si basa sull'attivazione di vie nervose riflesse in grado di modificare il meccanismo neurobiologico che sta alla base delle manifestazioni tipiche della depressione

In Conclusione

I Disturbi dell’Umore sono un gruppo di patologie molto diffuse nella popolazione, tra di essi la Depressione o Disturbo Depressivo Maggiore è quello più rappresentato e dalle manifestazioni anche gravi e potenzialmente invalidanti. E’ importante quindi che vengano identificati precocemente almeno i “sintomi chiave” e procedere tempestivamente ad instaurare un trattamento rapido ed efficace.